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Recensione dello Xiaomi Mi 4S

Insieme alla presentazione dello Xiaomi Mi 5 avvenuta al Mobile World Congress 2016 a Barcellona, vi è stata anche un’altra un po più silente e, per certi versi, anche inaspettata. Stiamo parlando del lancio ufficiale dello Xiaomi Mi 4S, una nuova variante dell’ex top di gamma della società cinese (Xiaomi Mi 4) che dopo aver visto ben altre tre varianti dello stesso con materiali più “cheap”, questa volta la situazione sembra si sia totalmente ribaltata, vedendo l’adozione di materiali molto più premium dello Xiaomi Mi 4 stesso. Ma questa nuova variante riuscirà realmente a prendere il posto dello Xiaomi Mi 4? Scopriamolo in questa review.

Unboxing

La confezione di vendita è simile a quella vista negli ultimi device Xiaomi, con uno scatolo di colore bianco con l’immagine dello smartphone nella parte frontale e un adesivo nella parte posteriore che riporta le specifiche tecniche. Al suo interno troviamo naturalmente lo smartphone e la solita accessoristica Xiaomi, ossia una caricabatteria con presa cinese, un paio di manuali con lo spillino per estrarre lo slot delle SIM (SIM/micro-SD) e un cavo USB.

Prima di continuare, però, reputo necessario elencare le specifiche tecniche dello Xiaomi Mi 4S e, più nello specifico, riportare le bande 4G LTE supportate:

  • CPU Qualcomm Snapdragon 808 esa-core (2-core A57 e 4-core A53) con GPU Adreno 418
  • 3 GB di memoria RAM
  • Display da 5″ pollici full-HD (1920 x 1080 pixel)
  • 64 GB di memoria interna
  • Fotocamera posteriore da 13 MP (f/2.0) con doppio flash LED (bitonale) e PDAF
  • Fotocamera anteriore da 5 MP (f/2.0)
  • Dual-SIM oppure SIM più micro-SD, per espandere la memoria fino a 128 GB
  • 4G+ con supporto al VoLTE
  • Wi-Fi, Bluetooth, GPS, A-GPS, GLONASS, BDS
  • MIUI 7.2 basata su Android 5.1.1 Lollipop
  • Batteria da 3210 mAh
  • Sensore di impronte digitali
  • Dimensioni: 139,26 x 70,76 x 7,8 mm
  • Peso: 133 gr

Mi4sLTE

Come si può notare, lo smartphone supporta soltanto le bande 13 e 7. Di conseguenza mancano anche in questo caso la banda 8 e la banda 20, quindi per gli utenti Wind ci potrebbero essere dei problemi di connessione in LTE.

Design

Il design di questa nuova variante è, a mio avviso, il suo punto di forza. L’adozione di una back cover in vetro da un feeling molto premium, senza poi considerare la stondatura laterale che va a sostituire la forma a mattoncino del Mi 4, che permette una miglior presa del device.

Nella parte superiore troviamo il jack audio da 3,5 mm, la porta infrarossi e il secondo microfono per la soppressione dei rumori di fondo. Sul lato destro ci sono il tasto di accensione e i tasti per regolare il volume, mentre su quello sinistro abbiamo soltanto lo slot per il carrellino delle SIM (SIM e micro-SD). Nella parte bassa dello smartphone, invece, abbiamo l’ingresso USB Type-C, il microfono principale e lo speaker. Nella parte posteriore, troviamo il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali che,dovendo trovare il pelo nell’uovo, è troppo a filo con la scocca, rendono la sua ricerca in alcuni casi un po difficoltosa. Un altro “difetto” (se così possiamo definirlo) è la poco oleofobicità del pannello posteriore, che trattiene molto le impronte digitali. Lo stesso non si può dire di quello anteriore, che invece risulta molto oleofocibo, non trattenendo le impronte digitali, nonché possedendo un ottimo display LCD molto definito e ben visibile anche sotto la luce del sole.

Performance e temperature

Su questo punto, ne abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo che vi consigliamo di leggere:

Le performance dello Snapdragon 808, da un certo punto di vista, ci hanno lasciati un po perplessi, in quanto ci si dovrebbe aspettare molto da un ex processore top di gamma, mentre tramite alcuni test (tra cui Antutu) è possibile vedere la netta superiorità di uno Snapdragon 650 (Redmi Note 3 Pro) rispetto a quest’ultimo. Tuttavia, teniamo a sottolineare che nell’utilizzo quotidiano tale differenza non si nota minimamente.

Passando alle temperature, qui c’è un altro punto debole dello smartphone. Infatti, in stand-by il dispositivo raggiunge i 30,5 °C e durante un utilizzo classico dello smartphone (navigazione internet, chat, ecc.) esso raggiunge temperature pari a 33,5 °C rilevabili sulla back cover, mentre se misuriamo la temperatura sul frame laterale, ci rendiamo conto che essa tocchi i 38 °C, un po troppo eccessivi per un processore di questo calibro.

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Fotocamera

Il comparto fotografico è stato sempre un punto di forza della serie Mi. Nello specifico, quella posteriore dello Xiaomi Mi 4S fa degli ottimi scatti sia in ambiati luminosi che all’aperto, nonché in ambienti con scarsa illuminazione. L’unica differenza riscontrabile rispetto ad uno Xiaomi Mi 5 è possibile notarla nella messa a fuoco, che risulta essere un po più lenta ma niente di così rilevante. Si comporta bene anche nella registrazione dei video in full-HD che va a giustificare la fascia di prezzo a cui viene venduto. Infine, anche la fotocamera anteriore si comporta egregiamente, catturando molta luce e restituendo delle ottime foto. Di seguito vengono riportate alcune foto non ritoccate di cui una foto all’aperto, una con scarsa illuminazione, una macro e una panoramica.

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Batteria

Per quanto riguarda la durata della batteria siamo di poco sotto i livelli dello Xiaomi Mi 5, riuscendo a coprire una giornata intera non stressante, al contrario si spegnerà nel pomeriggio. Se da un lato ciò è rassicurante, dall’altro ci fa capire che uno smartphone con un tale processore in teoria dovrebbe essere meno energivoro rispetto ad uno Snapdragon 820 e quindi avere una maggiore autonomia, mentre invece ciò non accede.

Conclusioni

Con questa quarta variante dello Xiaomi Mi 4, la società ha si fatto dei passi in avanti, non lo neghiamo ma c’è un “però”. Il design è sicuramente migliorato rispetto al Mi 4, sia con l’adozione di materiali qualitativamente superiori sia con una maggior cura ai dettagli (simmetria). Le foto e i video sono buoni per un device proposto a questo prezzo e soprattutto seguono la sempre ottima qualità della serie Mi. Sicuramente da apprezzare il supporto a due SIM o la possibilità di ampliare la memoria interna tramite una micro-SD (anche se non credo servirà, visto che i 64 GB interni sono già tanti). D’altro canto, però, ci si aspettava molto di più in termini energetici da una batteria di 3260 mAh e da un processore ex top di gamma. A proposito del processore, sinceramente sarebbe stato meglio implementare un processore più recente così da poter ottenere non solo dei miglioramenti in termini prestazionali ma anche in termini di consumo energetico, nonché di temperature, cosa che alla lunga crea un po di fastidio (soprattutto nel gaming). Concludendo, se non vi interessano molto la qualità fotografica e le dimensioni contenute, per il prezzo a cui viene proposto dai rivenditori di terze parti, vi sconsiglio di acquistare questo smartphone e di optare più per uno Xiaomi Redmi Note 3 Pro, risparmiando in termini economici e guadagnandoci sia in termini prestazionali che energetici, altrimenti con circa 100 € in più prendereste uno Xiaomi Mi 5 32GB ma ne guadagnereste sotto ogni punto di vista.

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