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Xiaomi dovrebbe seguire la strada di Canonical?

Nonostante ciò che fa interessare gli utenti ad uno smartphone o ad un tablet siano principalmente le caratteristiche tecniche, non dobbiamo dimenticare che è il software il vero collante di tutto. Un hardware potente senza un software ottimizzato e ricco di feature non serve a nulla. In questo senso, Xiaomi riesce a tirare fuori il meglio dai propri smartphone e tablet grazie alla MIUI ROM. Tuttavia, se guardiamo un attimo alla nuova concorrenza che si sta affacciando sul mercato, scopriamo che vi sono moltissime cose di cui la MIUI ROM potrebbe essere dotata. Un esempio concreto è l’adattamento a diversi display.

Di recente Canonical ha presentato un nuovo tablet, realizzato in collaborazione con il produttore BQ, il cui software a bordo è una speciale versione di Ubuntu. La particolarità di questo nuovo tablet non è tanto la scheda tecnica da top di gamma (che non lo è assolutamente) ma quanto la capacità di adattarsi agli schermi. Di default infatti, esso possiede un display da 10,1 pollici ma, nel caso in cui venga collegato ad un monitor esterno (è dotato di un connettore micro HDMI), l’interfaccia grafica non viene semplicemente riproposta così com’è ma viene adattata per un utilizzo desktop. In altre parole, è come una sorta di Continuum su Ubuntu.

Pensiamo ad esempio ad un ipotetico Xiaomi Mi Pad 3 in grado di far funzionare il sistema operativo Android quando è utilizzato normalmente ed una distribuzione Linux (oppure una versione della MIUI adattata per i computer desktop) quando collegato ad un monitor esterno. Non vi piacerebbe avere questa flessibilità di utilizzo. La stessa cosa, e probabilmente sarebbe ancora più utile, potrebbe essere fatta con gli smartphone. Insomma, il mondo degli smartphone si sta sempre più evolvendo e quella di avere un dispositivo universale è una possibile via.

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1 Comment

  1. AngiolettoNero
    09/02/2016 at 11:14 Reply

    Ci sta pensando Microsoft in questo… e lo sta facendo tra l’altro mooolto bene.
    Si vero… non è proprio la stessa cosa, ma con Win10 ho creato un S.O. adatto a qualsiasi display, con la forza di avere un sistema sempre dialogante al massimo tra i vari dispositivi con Windows.
    Secondo me, Xiaomi, con al sua rom MIUI, dovrebbe valutare un integrazione con sistemi e applicativi MS senza snaturarsi ma permettendo a chi cerca un dispositivo mobile, di avere la stessa integrazione con il suo PC Windows alla stregua di uno smartphone Windows.
    Così facendo, un utente, avrà un alternativa Android nella scelta del suo dispositivo mobile.
    Alla fine, se uno si prende un tablet… diciamocelo, non lo fa per collegarlo ad un monitor da 23″ per la produttività… al massimo lo fa per l’intrattenimento… ma in quel caso non serve avere una versione Desktop a display.

    O forse non ho capito io l’utilità di tutto questo… 🙂

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